di don Andrea Santoro
direttore dell’Ufficio di Evangelizzazione e Apostolato biblico della Diocesi di Oria
Dal 2 al 4 marzo 2026, il Santuario di San Cosimo alla Macchia ha accolto tre serate di approfondimento biblico sulla preghiera di Gesù e di Maria. Un percorso intenso, guidato da don Salvatore Tardio che ha lasciato il segno nella comunità. Convocati attorno a un tema di straordinaria profondità e attualità numerosa è stata la partecipazione.
I lavori, presieduti dal vescovo Vincenzo, hanno visto come relatore don Salvatore Tardio, dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, capace di tessere un percorso biblico denso e accessibile, dal Vecchio al Nuovo Testamento, intorno al mistero della preghiera.
Al centro delle prime due serate la figura orante di Gesù: i suoi tempi, i suoi luoghi, il suo ritmo di preghiera radicato nella vita quotidiana e nel progetto che il Padre aveva per Lui e per l’umanità. Don Tardio ha mostrato come il pregare di Gesù non fosse non solo un atto privato ma qualcosa di contagioso capace di suscitare nei discepoli il desiderio di imparare: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1).
Proprio il Vangelo di Luca è diventato il fulcro dell’analisi con il Padre Nostro presentato non come semplice formula ma come una vera regola e verifica della preghiera cristiana. Le sette invocazioni sono state rilette nelle loro tre articolazioni: le richieste che riguardano Dio, quelle che riguardano noi e il grido finale di supplica. Uno schema che rivela ha sottolineato don Tardio, la torsione interiore di Gesù: la piena conformazione alla volontà del Padre, che non annulla il desiderio personale ma lo trasfigura.
La terza serata ha aperto uno spazio commovente e sorprendente sulla preghiera di Maria a partire dal suo Magnificat. Don Tardio ha descritto la preghiera mariana come qualcosa che «viene dal di dentro», nutrita dal Cristo che abita in Lei, dall’ottimismo che è segno di una profonda riconciliazione con se stessa e con la vita. Maria vede ciò che l’occhio nudo non riesce a vedere. La sua preghiera è sostanziata dalla Parola di Dio, nasce dalla certezza che Dio non è un’idea astratta ma una persona, è Amore e non abbandona l’uomo nello sconforto e nel dolore. Un messaggio che ha risuonato con forza in una comunità impegnata nell’Anno Diocesano del Rosario.
La Settimana Biblica si conferma ogni anno come uno degli appuntamenti formativi più significativi della vita diocesana. Più che un ciclo di conferenze è stata un’occasione per sostare, ascoltare e lasciarsi interrogare dalla Scrittura sulla qualità della propria preghiera personale.
Le parole di don Tardio hanno offerto non risposte preconfezionate, ma uno sguardo aperto: imparare a pregare è un cammino, e Gesù – che ha pregato prima di noi e con noi – è ancora il maestro più affidabile.






