di Lucia Nardelli e Rosalba Chiariello
parrocchia “San Lorenzo martire” di Francavilla Fontana
Il nostro pellegrinaggio parrocchiale ai santuari di San Cosimo alla Macchia in Oria e di Santa Lucia in Erchie – lo scorso 29 maggio – è stato più di un semplice viaggio: è stato un cammino condiviso nella fede, un’occasione per riscoprire la bellezza dell’appartenenza e della vicinanza non solo fisica ma soprattutto spirituale.
Il Santuario di Santa Lucia in Erchie e un luogo vicino geograficamente alla nostra terra ma non per questo meno ricco di spiritualità e grazia rispetto ai grandi santuari. Anzi, è proprio qui che si è rafforzata in noi una consapevolezza importante: la fede non ha bisogno di grandi distanze per essere autentica. Talvolta, nella nostra ricerca del “sacro”, rischiamo di trascurare ciò che abbiamo accanto. Eppure, la grazia di Dio opera anche nei luoghi più semplici, dove il cuore si apre con sincerità.
Guidati dalla devozione popolare che da sempre circonda la figura dei Santi Medici, martiri venerati da generazioni di fedeli, abbiamo raggiunto il Santuario loro dedicato per affidare le nostre intenzioni. Anche noi, come tanti, ci siamo messi in cammino con il cuore aperto, portando le nostre preghiere, le nostre speranze, e anche le nostre fragilità. La celebrazione e il tempo trascorso lì ci hanno permesso di riflettere sul valore della carità, della fede vissuta nel servizio.
Questo vale ancor più per tante persone anziane della nostra comunità, che non hanno la possibilità di allontanarsi o di essere accompagnate. A loro dobbiamo attenzione, rispetto e inclusione. Il pellegrinaggio deve essere un’occasione di vicinanza e di servizio, non solo un evento spirituale. Portare anche solo una persona sola o fragile in un luogo di fede può essere un gesto di grande valore.
È bello pensare di vivere un pellegrinaggio non solo come meta ma come percorso formativo e spirituale. Grazie a chi ha reso possibile questa giornata.






