di Pierdamiano Mazza
direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e la Cultura
Nel Messaggio per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Papa Leone XIV invita a “custodire voci e volti umani” nell’era della comunicazione digitale e dell’intelligenza artificiale, richiamando il valore unico della persona e della relazione autentica.
Volto e voce, afferma il Pontefice, non sono semplici caratteristiche biologiche, ma espressione dell’identità irripetibile di ogni essere umano, creato a immagine di Dio e chiamato alla relazione. Proteggerli significa custodire la dignità della persona e il riflesso dell’amore divino che ogni uomo porta con sé.
Il Messaggio mette in guardia dai rischi legati all’uso non critico delle tecnologie digitali e dell’IA. Algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento sui social favoriscono emozioni rapide, polarizzazione e chiusura in “bolle” di consenso, indebolendo il pensiero critico e la capacità di ascolto. L’affidamento acritico all’IA come fonte onnisciente di risposte rischia inoltre di erodere le capacità cognitive, creative e relazionali dell’uomo.
Papa Leone XIV segnala anche i pericoli della simulazione delle relazioni: chatbot e sistemi capaci di imitare emozioni e linguaggio umano possono creare illusioni affettive, influenzare stati emotivi e invadere la sfera dell’intimità, soprattutto delle persone più vulnerabili. A ciò si aggiungono i rischi di disinformazione, distorsioni e pregiudizi incorporati negli algoritmi, nonché la creazione di realtà artificiali difficili da distinguere dal reale.
La sfida, sottolinea il Pontefice, non è tecnologica ma antropologica: non fermare l’innovazione, bensì guidarla. È possibile un’alleanza tra uomo e tecnologia fondata su responsabilità, cooperazione ed educazione. Responsabilità da parte delle piattaforme, degli sviluppatori di IA, dei legislatori e dei media; cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti; educazione al pensiero critico, all’alfabetizzazione mediatica e all’uso consapevole dell’IA, a partire dai giovani e includendo le fasce più fragili.
Il Messaggio si conclude con un appello a rimettere al centro la persona, affinché il volto e la voce tornino a esprimere la verità dell’uomo e ogni innovazione tecnologica sia orientata al bene comune.






