Tante volte in questi due giorni ci è stato detto di trovare il nostro monte Tabor; io ho capito di averlo trovato nell’AC per la capacità che ha di farmi sentire sempre vivo e pieno dopo ogni incontro.
Per prima cosa l’equipe e don Marco hanno presentato a noi educatori ACR il tema dell’anno; dobbiamo impegnarci a camminare insieme, ad essere tanti astronauti che indirizzano la propria navicella “verso l’alto” in un’unica direzione: formare spazi. Lo slogan “c’è spazio per te” è un invito ad essere parte di un insieme in cui crescere, conoscere sé stessi e la grandezza della Fede che si trova nelle piccole cose come una scenetta creata insieme o un’attività in cui ci si guarda negli occhi e “ci si vive”, come quelle che ci sono state proposte da Rosario Diviggiano.
Mi ha colpito l’intervento di Lorenzo Pellegrino che, paragonando Azione Cattolica alla pallavolo, ha mostrato quanto siano simili nel metodo del gruppo e nell’appartenenza. Partendo da questo paragone abbiamo riflettuto sull’importanza dei gruppi che aiutano a crescere, creando comunità e sentimenti positivi. Poi, nelle attività di gruppo, si è vista l’unitarietà dell’Associazione perché ognuno ha potuto esprimersi e riflettere sul tema dell’assemblea. Ho notato il vero senso della domanda che accompagna il cammino associativo: “mi fai vedere?”. Giovani e adulti se lo sono chiesti per capire come affrontare le difficoltà del camminare insieme.
Potrei racchiudere il tema dell’ACR e l’obiettivo di camminare insieme in una frase di San Carlo Acutis: ”La nostra meta deve essere l’infinito non il finito”.
Antonio d’Ambrosio, giovane ed educatore ACR della parrocchia del Santissimo Rosario di Francavilla Fontana
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“TABOR” questa la parola che mi ha fatto più riflettere in questi momenti significativi vissuti in AC.
Mi sono chiesta: “qual è un mio momento TABOR?”
“Quel momento in cui mi rendo conto di incontrare tutta la LUCE di Gesù?”
Ecco credo che questo mio nuovo rientro nell’essere educatore ACR, dopo un po’ di pausa, possa tranquillamente chiamarlo TABOR; questa esperienza dove mi sono resa conto che il cuore è leggero ma nello stesso tempo sazio, ricaricato: pronta ad essere DISCEPOLO nella MISSIONE.
TABOR è quel sentirsi bene nella famiglia AC quel capire, nonostante io sia adulta, che c’è sempre uno SPAZIO PER ME anche tra gli educatori più giovani che reputo essere alcune delle mie STELLE COMETE, quelle dove direzionarmi nei momenti di smarrimento, dove attingere la freschezza e voglia di cambiare il mondo, perché bisogna sempre confrontarsi e mettersi in gioco, perché noi adulti spesso siamo inariditi dalle esperienze negative… e quale migliore testimonianza c’è se non quella di donare le proprie emozioni a chi mi verrà affidato?!
Si possono formare ALLEANZE tra le diverse fasce di età, anche in modo giocoso come il laboratorio vissuto con Rosario Diviggiano (sociologo teatro terapeuta) un modo per crescere insieme e capire che partendo da piccoli gesti solitari si possa arrivare a formare gruppi di lavoro per raggiungere un obbiettivo comune e sfatare il detto “chi fa da sé fa per tre”.
Avrei vissuto questa pienezza del cuore se fossi stata sola? Credo proprio di no!
Dopo questo incontro posso naturalmente affermare che, anche se la CONDIVISIONE risulta la strada più tortuosa, la vera LUCE è camminare insieme, formare ALLEANZE nonostante le fatiche che si possono incontrare, i tempi, gli spazi, le difficoltà nel confrontarsi con l’unicità di ognuno di noi. Questo è il nostro compito, capire che “È BELLO PER NOI RESTARE QUI” in questa LUCE, ma non “PIANTARE LE TENDE, bensì ANNUNCIARE tanta BELLEZZA al di fuori del nostro “ORTICELLO”!
Filomena Ferrara, adulto ed educatrice ACR dell’Unità pastorale di Avetrana
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Si allegano la relazione del presidente di Azione Cattolica diocesana di Oria Chiara Anna Reccia (clicca qui) e i contenuti condivisi dell’ospite Lorenzo Pellegrino (clicca qui), segretario nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica dal 2021 al 2024 e attualmente vicepresidente diocesano per il Settore giovani di Azione Cattolica e vicedirettore dell’Ufficio di Pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Otranto.






