di Marilina Sirio
Domenica 30 novembre, il Gruppo Sposi dell’OAS (Opera dell’Amore Sacerdotale) di Latiano – Erchie ha vissuto presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia in Oria una serata di profonda spiritualità e condivisione grazie all’incontro tenuto da padre Francesco ed Elisa.
Padre Francesco è un frate cappuccino residente a Milano che svolge la sua missione, con semplicità e amore, in un grande istituto per disabili; Elisa è una consacrata che vive a Padova, ed è anche mamma e nonna.
Verrebbe spontaneo chiedersi cosa accomuni queste due figure, oltre all’amore e al servizio per il Signore e il prossimo. A unirli è l’appartenenza a una grande famiglia spirituale chiamata come accennato sopra Opera dell’Amore Sacerdotale (OAS), ovvero l’Opera dell’Amore di Gesù per i suoi ministri.
Quest’Opera, nata a Verona il 31 maggio 1975, affonda le sue radici nel sacerdozio di Cristo. Si tratta di una famiglia spirituale al servizio del popolo di Dio, affinché si riscopra il valore del sacerdozio battesimale e non venga mai meno la caritatevole premura verso i sacerdoti. Nella società odierna, spesso impregnata di materialismo, il sacerdote rischia di trovarsi solo. È dunque necessario che i cristiani assumano una nuova responsabilità: tramite la preghiera, l’interessamento, l’amicizia e la disponibilità a collaborare, dobbiamo far sì che egli possa avvertire la forza e la bellezza della comunione ecclesiale, sentendosi sostenuto e accompagnato.
In linea con quanto più volte ribadito dal compianto Papa Francesco, l’Opera è particolarmente attenta a valorizzare il “genio femminile”, affinché diventi una forza vitale per la santità della Chiesa.
L’OAS è frutto di un’intuizione nata dal cammino di fede e di carità pastorale tra due persone consacrate: don Gianfranco Ferrari e Amalia Ferrari. Pur portando lo stesso cognome, i due non erano parenti, ma lo Spirito di Dio li fece incontrare nel novembre del 1964, dando vita a quella comunione che prese il nome di Fraternità. L’Opera si articola in tre rami: Gruppo Sposi, Animatrici di comunità cristiana e Fraternità:
• per gli Sposi che hanno incarnato questo carisma, l’Opera è una scuola di spiritualità che aiuta a comprendere la ricchezza del Sacramento del Matrimonio e dell’Ordine Sacro, vivendo la dimensione sacerdotale in famiglia, nella comunità cristiana e nel sociale.
• le Animatrici sono donne che rispondono alla chiamata del Signore mettendosi al servizio della Chiesa locale, in particolare della parrocchia. Il loro servizio matura nella preghiera ed è un richiamo per la comunità ad amare e affiancare il sacerdote come un fratello. Egli, infatti, mentre dona tutto se stesso, ha bisogno di sentirsi accolto per essere pienamente “segno e sacramento” della carità di Cristo Buon Pastore.
• il terzo ramo fondamentale è la Fraternità. Essa è un dono di grazia, opera dello Spirito per un reciproco aiuto sul piano dell’essere tra un prete e una donna, i quali vivono la loro vocazione apostolica impegnandosi alla castità.
La Fraternità è una vocazione che il Signore propone ad alcuni sacerdoti e donne da Lui scelti. Essendo un dono per la Chiesa, richiede preparazione, consapevolezza degli impegni assunti e sensibilità per le esigenze concrete della comunità. Così come i sacerdoti si preparano alla loro missione, è necessario preparare anche le donne che li affiancheranno.
Su questi temi si è incentrato il nostro incontro. Il mondo che ci circonda spesso ferisce i nostri sacerdoti con parole e giudizi, talvolta non riconoscendo la dignità della loro chiamata. È compito della comunità prevenire le loro difficoltà con attenzioni delicate. Le molteplici attività apostoliche possono sfibrare il cuore di un prete, specialmente quando si trova a gestire la pastorale in solitudine. Ogni sacerdote ha bisogno di una comunità spirituale che lo sostenga anche umanamente; una grave responsabilità pesa sulle comunità cristiane che trascurano i propri pastori.
L’incontro è stato impreziosito dalla partecipazione di don Vincenzo Martina che, con amore, disponibilità e carità, guida e accompagna il Gruppo Sposi di Latiano. Un ringraziamento di cuore va infine a monsignor Franco De Padova, rettore del Santuario di San Cosimo alla Macchia, e a tutta la comunità del Santuario per aver messo a nostra disposizione i locali con estrema gentilezza.






