di Francesca Salicandro
giovanissima di AC
Tornare a casa dopo tre giorni belli e intensi come quelli del Campo Unitario dell’Azione Cattolica della nostra Diocesi di Oria, svoltosi nello scorso mese di luglio, ti lascia addosso una bella carica di energia e tanti ricordi da custodire. È stata un’esperienza pensata per farci incontrare davvero: adulti, giovani e giovanissimi, tutti i Settori insieme per conoscersi, condividere idee e fare un pezzo di strada fianco a fianco.
Il nostro itinerario ha toccato luoghi bellissimi e ricchi di significato.
Il primo giorno siamo stati a San Giovanni Rotondo, dove abbiamo visitato il santuario di Santa Maria delle Grazie e ci siamo fermati in preghiera sulla tomba di San Pio, portando con noi anche i pensieri e le intenzioni dei nostri cuori.
Il secondo giorno ci siamo spostati a Vieste per una giornata ricca di gioia e divertimento: dopo aver celebrato la Santa Messa di mattina, ci siamo concessi una pausa e un bel bagno al mare proprio sulla spiaggia del Pizzomunno. La sera poi, abbiamo vissuto un altro momento bello e forte, con tante altre persone che come noi erano lì in pellegrinaggio, la fiaccolata lungo il Santuario di San Giovanni Rotondo.
Il terzo giorno, infine, prima di ripartire, siamo saliti a Monte Sant’Angelo per visitare la città, le piccole chiese locali e soprattutto la Basilica di San Michele Arcangelo.
A guidare i nostri passi ogni giorno, però, anche grazie ai sacerdoti che ci hanno accompagnati, è stata soprattutto la Parola di Dio. Abbiamo strutturato il tempo di preghiera in modo speciale: ogni giornata è stata dedicata a uno dei tre Vangeli che hanno accompagnato questo triennio associativo aprendo una piccola “finestra” sul futuro, lasciandoci incuriosire dal Vangelo che ci accompagnerà nel nuovo anno associativo ormai alle porte. Un primo assaggio che ci ha svelato il tema che ci guiderà: “vino nuovo in otri nuovi”. Un invito stimolante a rinnovare la nostra vita e i nostri cuori, pronti ad accogliere con entusiasmo le novità che il Signore ha per ciascuno di noi.
Punto fermo di ogni singola giornata è stata la celebrazione della Santa Messa. Ritrovarci quotidianamente attorno all’altare è stato il modo più naturale per dare un senso a tutto quello che stavamo vivendo, mettendo al centro la certezza che è l’Eucaristia a fare da collante alla nostra associazione e comunità.
Alla fine, quello che ci portiamo a casa è soprattutto il calore di una bellissima esperienza di fraternità. Torniamo alla vita di tutti i giorni stanchi ma felici, pronti a fare squadra e con la consapevolezza che, quando si cammina insieme, anche il percorso più impegnativo diventa una bellissima avventura.






